"Lei mi sta toccando"
"Non è vero!Io sto toccando il paradiso. A me non è stato mai permesso di toccare il paradiso."
In medias res, la chiave di tutto.
Geremia cuore d'oro tocca Miss Agropontino.
La Bestia posa le sue mani sulla Bella.
Si prova un certo fastidio a guardare questa scena, non tanto per l'avvenimento in sé, vale a dire molestie sessuali, quanto per il protagonista che muove l'azione. Per la sua mano sporca, nel senso morale del termine.
Geremia è vecchio, basso, mal fatto, brutto e cattivo. Insomma è il male. Per vivere fa l'usuraio. Ogni sera torna a casa da una madre altrettanto vecchia, bassa, grossa e cattiva che vive sdraiata su di un letto, guardando una TV ultima generazione con la vaschetta per le feci sotto di lei e lo stendino delle robe accanto. Suo padre, strozzino ai tempi, l'ha abbandonato quando era piccolo e vive a Roma in una casa davanti al Colosseo.
Un'esistenza piuttosto triste, di quelle che non si augurano a nessuno.
Rosalba, Miss Agropontino, è bella, bionda, con gli occhi azzurri, alta, magra, superba, non incline alle umiliazioni. Povera in canna. Vince 500 euro ad un concorso di bellezza, ma non bastano per il suo matrimonio. Suo padre stanco di essere etichettato come tirchio si rivolge a Geremia. Geremia cuore d'oro.
La Bella e la Bestia si incontrano. Radicalmente opposti eppure tragicamente simili.
La bontà non si associa alla bellezza. La bontà non è un'aspirazione. Tanto meno l'onestà. Si vive di imbrogli, espedienti, circostanze e colpi grossi. Si sfrutta il proprio potenziale, il proprio talento per arrivare ad un fine superiore. Sorrentino è machiavellico, quasi quanto ne "Il Divo". Italiano, molto Italiano, come in tutti i suoi film.
Geremia è tutti noi. O meglio, la nostra parte peggiore. Sa benissimo di essere poco "aggraziato" come lui stesso si definisce, ma sa anche che spesso il cervello conta più dell'apparenza, quanto meno per conquistare il rispetto dell'Altro. Solo che decide di consacrare la sua intellingenza e la sua "consigliata prosecuzione negli studi" a qualcosa di non propriamente immacolato.
La sartoria che possiede è un prestanome per coprire il vero impiego di questo strano personaggio, odioso, ma con un so che di tenero. Geremia è uno strozzino, della peggiore specie. Perchè oltre che interessi monetari spesso si lascia andare a richieste di tutt'altro genere.
Geremia è brutto, non ha mai conosciuto il paradiso e di tanto in tanto si concede una gita al purgatorio. Una mano in una giovane tasca di qua, uno sguardo su un decolté da rifare di là.
E poi arriva Rosalba con il suo cucchiaino d'argento, la sfrontatezza di chi è giovane e bella e il menefreghismo altezzoso ed egoista di chi ha subito nella vita qualcosa che pensa di non meritare, la ristrettezza economica. Vittima del suo stesso ceto sociale, Rosalba sposa il fidanzato storico che non ama e si concede a Geremia in cambio dell'estinzione del debito contratto dal padre.
Errare è umano, perseverare è diabolico e il paradigma bello è buono in Sorrentino non sembra neppure vagamente accennato.
E così Rosalba ci prende gusto. Come pure il malinconico cowboy venuto dal nord che sogna il Tennessee.
La fine è da vedere, con un metal detector in mano e una fascia di patate stretta intorno alla testa.
Non c'è molta speranza giunti all'epilogo. Forse solo l'amore ci può salvare ma si sa "l'amore non è più un rimedio da quando tutti hanno scelto di innamorarsi" e allora non ci resta che vivere perchè infondo...siamo bellissimi anche se non siamo eroi.
martedì 17 giugno 2008
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