“Andiamo”
“Dove?”
“Dove stavi andando”
“A casa”
L’uomo senza passato racconta la storia di M, un uomo che scende da un treno alla stazione di Helsinki e viene brutalmente picchiato e derubato. Sanguinante e allo stremo delle forze, si trascina nel bagno di un vicino bar e lì cade. Creduto morto, viene portato in ospedale dove è dichiarato ufficialmente deceduto. Colpo di scena. L’uomo si rialza, si rimette a posto il naso rotto dalle botte prese e scappa. Lo trovano due bambini sulle rive di una spiaggia privata, viene accudito, rimesso in sesto e sfamato dalla famiglia dei due piccoli salvatori e ricomincia piano piano ad avere un vita, seppur da smemorato. M ha la fortuna di incontrare Irma, una volontaria dell’Esercito della Salvezza. Una donna bionda, con gli occhi azzurri, lo sguardo spento, il viso stanco e un’esistenza piatta e ripetitiva, il cui unico diversivo è una ninna nanna in salsa rock and roll.
M ruba un bacio ad Irma ed è come l’inizio di una nuova vita per entrambi. L’uomo non ricorda ancora nulla del suo passato, ma è perfettamente a suo agio nel suo presente. Quando finalmente trova un lavoro, si vede costretto ad aprire un conto in banca, ma è vittima di una rapina e portato in centrale come testimone oculare, dove racconta la sua situazione di smemorato. Viene, per fortuna, rilasciato grazie all’aiuto di un potentissimo avvocato dell’Esercito della Salvezza e torna da Irma. A sua insaputa, la polizia divulga la sua foto e M è finalmente identificato. Ha una moglie, è di un piccolo paese vicino la capitale e fa il saldatore.
Spinto da Irma a indagare sulla sua vita passata, M si reca nella sua vecchia casa e scopre di essere divorziato da una donna con cui probabilmente non c’è mai stato un rapporto felice.
Salutata la ex consorte e il nuovo compagno di lei, M torna indietro. Da Irma, ad Helsinki dove trova i banditi che lo hanno quasi ammazzato intenti a pestare un altro malcapitato. All’improvviso una schiera di uomini senza passato inizia a inseguire i tre delinquenti. Facile capire come andrà a finire.
L’uomo senza passato è un film dagli incastri perfetti. Tutto ha un inizio e una fine. Tutto ha una ragione, una causa, una conseguenza. Ogni azione è giustificata, ogni parola sentita. Sconvolgono la semplicità con cui tutto accade, la serenità con cui si accettano anche le situazioni più paradossali, il surrealismo dei dialoghi. L’uomo senza passato insegna che nella vita non è mai troppo tardi. Il passato è superato. Il futuro è troppo incerto per farci affidamento. Non ci resta che vivere il presente appieno, pronti ad accettare anche la più improbabile delle condizioni. La comicità alle volte grottesca suggerisce che siamo tutti preda del destino, di Dio, di un’entità superiore che decide per noi. Un film sulla fede? Molto semplicemente un film sulla vita.
