domenica 17 aprile 2011

L'uomo senza passato

“Andiamo”

“Dove?”

“Dove stavi andando”

“A casa”

L’uomo senza passato racconta la storia di M, un uomo che scende da un treno alla stazione di Helsinki e viene brutalmente picchiato e derubato. Sanguinante e allo stremo delle forze, si trascina nel bagno di un vicino bar e lì cade. Creduto morto, viene portato in ospedale dove è dichiarato ufficialmente deceduto. Colpo di scena. L’uomo si rialza, si rimette a posto il naso rotto dalle botte prese e scappa. Lo trovano due bambini sulle rive di una spiaggia privata, viene accudito, rimesso in sesto e sfamato dalla famiglia dei due piccoli salvatori e ricomincia piano piano ad avere un vita, seppur da smemorato. M ha la fortuna di incontrare Irma, una volontaria dell’Esercito della Salvezza. Una donna bionda, con gli occhi azzurri, lo sguardo spento, il viso stanco e un’esistenza piatta e ripetitiva, il cui unico diversivo è una ninna nanna in salsa rock and roll.

M ruba un bacio ad Irma ed è come l’inizio di una nuova vita per entrambi. L’uomo non ricorda ancora nulla del suo passato, ma è perfettamente a suo agio nel suo presente. Quando finalmente trova un lavoro, si vede costretto ad aprire un conto in banca, ma è vittima di una rapina e portato in centrale come testimone oculare, dove racconta la sua situazione di smemorato. Viene, per fortuna, rilasciato grazie all’aiuto di un potentissimo avvocato dell’Esercito della Salvezza e torna da Irma. A sua insaputa, la polizia divulga la sua foto e M è finalmente identificato. Ha una moglie, è di un piccolo paese vicino la capitale e fa il saldatore.

Spinto da Irma a indagare sulla sua vita passata, M si reca nella sua vecchia casa e scopre di essere divorziato da una donna con cui probabilmente non c’è mai stato un rapporto felice.

Salutata la ex consorte e il nuovo compagno di lei, M torna indietro. Da Irma, ad Helsinki dove trova i banditi che lo hanno quasi ammazzato intenti a pestare un altro malcapitato. All’improvviso una schiera di uomini senza passato inizia a inseguire i tre delinquenti. Facile capire come andrà a finire.

L’uomo senza passato è un film dagli incastri perfetti. Tutto ha un inizio e una fine. Tutto ha una ragione, una causa, una conseguenza. Ogni azione è giustificata, ogni parola sentita. Sconvolgono la semplicità con cui tutto accade, la serenità con cui si accettano anche le situazioni più paradossali, il surrealismo dei dialoghi. L’uomo senza passato insegna che nella vita non è mai troppo tardi. Il passato è superato. Il futuro è troppo incerto per farci affidamento. Non ci resta che vivere il presente appieno, pronti ad accettare anche la più improbabile delle condizioni. La comicità alle volte grottesca suggerisce che siamo tutti preda del destino, di Dio, di un’entità superiore che decide per noi. Un film sulla fede? Molto semplicemente un film sulla vita.

martedì 5 aprile 2011

Sideways

Sideways è la storia di un viaggio, in macchina, che due amici decidono di compiere, insieme, prima del matrimonio di uno dei due.

Jack, il futuro sposo, è un aspirante attore, oramai vecchio per il mestiere, che sta per coronare il suo sogno “d’amore” con Christine, una giovane e bella, soprattutto ricca, ragazza di una famiglia bene di San Diego, dove il film in parte si ambienta.

Miles, un insegnante delle scuole medie depresso e divorziato, è un cultore del buon vino e un aspirante scrittore che passa la vita a cercare di superare la fine del matrimonio con Victoria, una donna bellissima e coltissima, che gli ha spezzato il cuore tre anni prima.

Jack e Miles partono per una settimana di degustazione di vini californiani, un tour enogastronomico per le ville della West Coast statunitense. Una vacanza all’insegna della tranquillità (apparente) se non fosse che per Jack sette giorni lontano da casa e dalla futura consorte significano libertà e sesso, ma non solo per lui. Miles ha bisogno di uno scossone per riprendersi, per tornare a godere delle gioie della vita e quale occasione migliore di una roadtrip con un vecchio amico del college?

A facilitare (o complicare) la situazione, arriva Maya, la cameriera di un ristorante che Miles frequenta molto spesso. Jack intuisce subito la scintilla tra i due e organizza un incontro post cena, ma l’amico non è in vena.

Quasi per uno strano caso del destino, il giorno successivo, Jack incontra Stephanie, una ragazza che lavora in una cantina di degustazione e la invita a uscire.

La migliore amica di Stephanie è Maya.

Una serata a quattro si traduce in due esperienze parallele per Jack e Miles.

Il primo ottiene il sesso prematrimoniale che tanto desiderava e finisce con il lasciarsi prendere dalla giovane donna, il secondo ubriaco e confuso prima chiama la ex moglie al telefono e poi finalmente bacia Maya, speranzoso di mettersi alle spalle un passato che lo insegue.

Mentre Stephanie si dimostra subito all’altezza delle aspettative di Jack, Maya in un primo momento si allontana per poi aprirsi a sua volta con Miles.

Peccato che le due donne non sappiano del matrimonio imminente e quando, in un momento di intimità, Miles lo accenna a Maya, le carte in tavola cambiano.

Jack si sposa.

Miles rivede Victoria alla cerimonia… con il nuovo marito.

Eppure nulla è perduto.

Jack e Miles sono due adulti che non vogliono crescere. Due persone che vivono al di fuori della propria vita e da quel di fuori decidono le prossime mosse e le prossime strategie, in modo da tenere tutto sotto controllo in un apparente e finto caos. Jack non accetta che il matrimonio significhi impegno, dedizione e, quasi sicuramente, l’addio ai suoi sogni di gloria. Miles non vede che la sua depressione è solo paura di non essere più felice come lo era stato una volta. Uno è terrorizzato dal futuro, l’altro dal passato.

Stephanie e Maya rappresentano due facce di una stessa medaglia. Per Jack, l’inizio di una vita matura. Per Miles, la fine di una vita vissuta nei ricordi.

Due uomini, una macchina e nessun bivio. Il proseguimento di una strada interrotta per Miles, la svolta per una via sicura per Jack.

Ma cosa c’è al di là dell’orizzonte? O più banalmente al di là di una porta che ancora non è stata aperta?

mercoledì 30 marzo 2011

Last Night

Una coda di cavallo, due occhi marroni, profondi, curiosi. Una camicia bianca, due occhi azzurri, scuri, sfuggenti. Un taxi, una festa. Un uomo e una donna. La gelosia. New York, Philadelphia, Parigi. Il tradimento, con la mente e con il corpo.

Last Night racconta una storia, niente affatto speciale.

Una giovane coppia al terzo anno di matrimonio conosce una crisi. Lui si sente attratto da una collega, lei ritrova dopo anni un amore mai confessato. Facile l’epilogo, l’uomo cede alla tentazione della carne, la donna preferisce non desacralizzare un ricordo così intimo e romantico.
Entrambi colpevoli, entrambi ormai troppo dentro le dinamiche matrimoniali per avere la forza di cambiare.

Last Night racconta una storia, in un modo speciale.

Gli sguardi si calpestano, le voci si sovrappongono, i sospiri si perdono e cercano di restituire a chi guarda l’incertezza che spesso domina la vita, la consapevolezza che una scelta ne esclude, in ogni, tante altre e la convinzione che quando si è in due tutto cambia. Il tradimento diventa lo spunto per riflettere sulle ombre che oscurano ogni coppia, anche la più felice, anche la più insospettabile. Le foto di un vecchio amore mai dimenticato in un libro sull’ultimo scaffale della libreria del salone contro un’esplosione di sensualità nella piscina di un albergo di gran lusso lontano da casa. Mente contro corpo.

E alla fine, un paio di scarpe con i tacchi a spillo e un abbraccio rivelano che non si conosce mai, veramente, nessuno.