domenica 6 aprile 2008

Espiazione

Un titolo secco, pulito, duro e quanto mai significativo.
L'italiano questa volta rispetta l'inglese e devo dire che ci azzecca.
Cosa aggiungere di più?

L'espiazione è quella di Briony ed è lunga una vita. Pesante come un macigno.
La trama è abbastanza semplice sono i particolari a renderla così interessante, le musiche, il montaggio, i piani temporali che si incrociano.
Due ragazzi si amano. Cecilia, figlia di una ricca famiglia inglese, viziata, bellissima, vivace. Robbie, figlio della domestica che "serve" a casa di lei, bellissimo anche lui, scozzese, intenso, con la voglia di emergere da una classe sociale che non gli appartiene, ma questo tema è approfondito pochissimo se non in uno sfogo che arriva quasi alla fine del film. Sfogo che non si capisce bene se sia suo o della scrittrice.
Dalla prima scena che li prevede insieme, si capisce che si amano, che c'è attrazione fisica, che la storia andrà a finire male, perchè è nel tono e nelle parole di chi ce la racconta che si avverte il mancato happy ending e poi perchè è un film in costume ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che mette in scena la storia di due giovani belli e innamorati contrapposti da un divario sociale e dal conflitto appunto. Infermiera lei, soldato al fronte lui!La tragedia è SCONTATA.
Tuttavia non banale. Ci si arriva con calma.
L'inizio è una bugia, la fine è una verità, LA verità.
Cecila e Robbie si dichiarano amore, si baciano, fanno l'amore. Dalle inquadrature, dai sospiri dei due protagonisti si capisce che tutto è guidato da quella chiarezza della passione di cui in seguito Robbie si farà autore. Credo sia una delle scene più belle che vedo da un po'. Per niente volgare, intensa, non si vede praticamente nulla, ma si sente. (nel senso di to feel)
Il momento più intimo del film è però disturbato da qualcosa, un occhio che vede e non capisce o meglio capisce quello che vuol capire e vede quel che vuol vedere (non ciò che in realtà ha sotto gli occhi) e quegli occhi così lontani dalla verità devono imputare il loro freddo distacco, la loro spietata falsità ad una lettera,una parola, facciamo due. Una dichiarazione d'amore tra l'anatomico, come dice Cecilia, e l'inappropriato, come dice Robbie. Eppure vera, reale,vincente.
L'espiazione inizia dal momento in cui Briony decide di accusare Robbie di un crimine che non ha commesso, decide di macchiare la sua cotta adolescenziale (che le ha preferito la sorella) con un "fattaccio" irreale.
Robbie va via. Cecilia anche, perchè senza di lui in quella casa non ha più senso vivere.
Gli anni passano, tre e mezzo per l'esattezza.
L'infermiera e il soldato si concedono sporadici incontri in una caffetteria militare, lui corre dietro all'autobus di lei, lei sussurra nell'orecchio di lui: "Yorna da me".
All'improvviso torna Briony, più grande anche lei. Inizia a prendere coscienza dei problemi che ha causato, delle conseguenze delle sue azioni.
L'abbandono dell'infanzia segna la fine dei giochi, ma anche e soprattutto l'inizio della presa di coscienza e Briony sa cosa ha fatto.
Ora è semplicemente abbastanza grande per espiare.
Continuare con la trama mi sembra inutile anche perchè svelerai la parte più importante e significativa del film.
Alla fine quegli occhi e quel caschetto biondo ormai spenti dall'età, dalla vita, dal peccato e dall'espiazione ritornano per congedarsi prima del loro riposo.
La fiducia che hanno perso all'inizio, è impossibile riconquistarla.
Causa di tutto?l'Amore.
La scrittura è il filo conduttore di tutto il film. Briony scrive, Robbie scrive, Cecilia scrive.
Chi una commedia, chi una dichiarazione d'amore, chi una lettera di speranza e attesa. Hopes are hopes e come insegna l'taliano, sono le ultime a morire.
Scrivere=espiare.
Peccato che la vita non sia una romanzo.

Nessun commento: