venerdì 4 aprile 2008

Memento

E mi viene proprio spontanea MEMENTO AUDERE SEMPER anche se non c'entra poi niente ma sono in delirio d'onnipotenza culturale.
Ieri sera vagavo per il mio hardisk esterno alla ricerca di un film per colmare la serata ed ho deciso di mettere su Eros poi mi sono ricordata che odio Antonioni e quindi ho chiuso. Mentre il mio ditino scorreva sul touchpad nella speranza di un'illuminazione ecco davanti a me apparire Memento (tra ONCE e un altro che non ricordo!)
Apri con VLC media player. Inizio. 1 ora e 48 minuti. Come lunghezza ci sta.
Sushi e salsa di soya davanti a me,il film parte.
Una polaroid, sangue. L'immagine che si perde di fotogramma in fotogramma e subito ci trova davanti ad una storia assurda.
La voglia di chiedersi cosa succede arriva praticamente subito ma non spiegherò la trama perchè
1) è troppo complicato
2) è il bello del film
oltre al montaggio che, per usare un termine poco accademico, è una figata unica.
elementi chiave del film: un motel, i tatuaggi, le foto, due personaggi anzi tre (anche se in realtà uno è un alterego che non si capirà mai se reale o fittizio)(remember sammy jenkis)
ogni mattina il protagonista si sveglia e si chiede: dove sono?dov'ero rimasto?
Perchè? E' affetto da un sindrome che causa la perdita della memoria a breve termine, l'unica cosa che ricorda è la morte (reale o presunta?) della moglie in seguito ad uno stupro.
Per ricordare ciò che gli accade in un lasso di tempo che va da secondi a pochi minuti, Lenny (il protagonista) scrive tutto, sui fogli, sulle foto, sulla pelle.E' costruita fantasticamente la scena in cui è impegnato in una lunga conversazione telefonica e un tatuaggio appena fatto , ancora coperto da una garza sterile , si rivela inquietante a Lenny e allo stesso spettatore : NEVER ANSWER THE PHONE.
Neppure l'eternità di una marchio artigianale sulla pelle serve ad aiutare questo strano protagonista (a metà tra compassionevole malato mentale e il sicario senza scrupoli), dopo pochi secondi infatti una busta sotto la porta lo invita ad alzare la cornetta di nuovo.
I ricordi recenti vanno via. La vita ricomincia come se nulla prima fosse successo.
Due personaggi nel mentre si fanno strada. Teddy (o John G.? ) e Natalie. Chi è il buono?Chi il cattivo? Che relazione hanno con Lenny? In che modo entrambi sfruttano la sua singolare quando invalidante sindrome post trauma cranico?
Capirlo è interessante, proprio perchè fino alla fine del film nulla sarà chiaro e per quanto mi riguarda neppure le due paroline "the end" hanno aiutato a far luce sulla situazione.
I piani temporali si intrecciano, non si sa cosa sia successo dopo o prima rispetto ad un prima ed un dopo che confondono chi guarda il film fino all'ultimo.
Una caccia all'uomo e uno stupro con aggravante di omicidio (sicuro?) sono i due capi di imputazione certi di questo strano stranissimo quanto geniale esperimento.
Due le frasi che mi sono rimaste in mente da ieri sera : "non riesco mai a ricordarmi di dimenticarti" pronunciata da Lenny pensando alla moglie che dovrebbe essere morta e "mentiamo a noi stessi per stare meglio" detta da Teddy (o John G. o poliziotto amico corrotto incompreso?) alla fine. Prima di morire?No, in realtà siamo a circa metà di quella che dovrebbe essere la trama.
Sono vere tutte e due queste frasi e abbastanza legate tra di loro. Se non si vuole dimenticare qualcosa, difficilmente lo si fa, anche se si sta male, anche se ricordare significa condannarsi a non dimenticare appunto. Si mente a se stessi, si fa costantemente, per star meglio o semplicemente perchè ammettere certe verità spesso è molto, ma molto meno conveniente e sicuramente implica un maggiore dispendio di energie.
Quando Lenny si chiede se il mondo resiste ad un battere d'occhi (a blink of an eye), secondo me, in realtà si chiede se il mondo esiste di per sé o è una nostra creazione . Come si reciterebbe in altra sede qualcosa che modelliamo a nostra immagine e somiglianza.
La risposta non c'è. Soprattutto per uno come lui, il cui mondo può cambiare da una chiusura di palpebre all'altra.
Non credo si possa dire molto altro su Memento semplicemente perchè è troppo complicato, è uno di quei film che andrebbero rivisti almeno 2 se non 3 volte per ricomporre tutti i pezzi e dire..."ah si, ho capito".
La sensazione di incertezza che lascia però è quasi piacevole.
Si può contare solo su stessi, in ruolo degli "altri" è quanto mai negativo per non dire amaro e senza speranze.
Da vittima, Lenny diventa una sorta di carnefice eppure mantiene la sua innocenza proprio perchè la maggior parte delle sue azioni sono involontarie o meglio inconsapevoli.
La fiducia che solitamente è segno di profondità dei rapporti umani in questo film diventa sinonimo di sopravvivenza.
Esistiamo per noi stessi eppure abbiamo bisogno degli altri ma che succede se gli altri ci usano senza farcelo sapere? E se in realtà fingessimo anche noi,perchè così stiamo meglio, perchè non abbiamo ricordato di dimenticare,perchè semplicemente ci fa comodo?
Forse bisognerebbe chiederlo a Sammy...
E' l'ora dell'iniezione. (cit.)
Ossequi

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